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succo di barbarbietola rossa

Il succo di barbabietola rossa da qualche anno è utilizzato dagli atleti che fanno sport di resistenza. Ci sono decine di studi al riguardo pubblicati sulle riviste di podismo e di ciclismo ma anche su riviste scientifiche.
Bailey SJ e collaboratori (Bailey SJ, Winyard P, Vanhatalo A, et al. Dietary nitrate supplementation reduces the O2 cost of low-intensity exercise and enhances tolerance to high-intensity exercise in humans. J Appl Physiol. 2009; 107: 1144-1155) suggeriscono che un'integrazione nella dieta con nitrati in forma di succo di barbabietola riduce la pressione sanguigna e riduce la quantità di ossigeno necessaria durante un esercizio fisico migliorando le performance atletiche. Circa il 25% del nitrato ingerito con la dieta viene assorbito rapidamente dallo stomaco e dall'intestino tenue ed entra nella circolazione entero-salivare dove il nitrato è ridotto a nitrito dalla nitrato riduttasi batterica che si trova sulla superficie della lingua. Il nitrito ingerito e ridotto nell'ambiente acido dello stomaco (Webb AJ, Patel N, Loukogeorgakis S, et al. Acute blood pressure lowering, vasoprotective, and antiplatelet properties of dietary nitrate via bioconversion to nitrite. Hypertension. 2008; 51(3): 784-790). Il beneficio è quindi probabilmente mediato attraverso la conversione metabolica dei nitrati (NO3-) assunti con la dieta in nitriti (NO2-) e quindi in monossido di azoto (NO). Il monossido di azoto ha numerose funzioni nel corpo, incluse la capacità di regolare il flusso sanguigno la contrazione muscolare, la omeostasi del glucosio e del calcio e la respirazione mitocondriale (Vanhatalo A, Bailey SJ, Blackwell JR, et al. Acute and chronic effects of dietary nitrate supplementation on blood pressure and the physiological responses to moderate-intensity and incremental exercise. Am J Physiol Regul Integr Comp Physiol. 2010; 299(4): R1121-R113). L'aumento del flusso sanguigno fa si che la produzione di energia (ATP) nei mitocondri sia facilitata.

Molti studi, come detto, hanno valutato gli effetti del succo di barbabietola. Sono stati usati studi che sottopongono gli atleti ad esercizi fino all'esaurimento delle possibilità di andare avanti che verificano le capacità di ripetere l'esercizio e non le performance e per questo sono stati giudicati con validità limitata in campo sportivo. Un test maggiormente significativo implicherebbe, per esempio, di far correre una certa distanza nel minor tempo possibile. Lansley ed i suoi colleghi hanno valutato gli effetti del consumo di succo di barbabietola rossa ain una prova di potenza che è consistita nel misurare il tempo impiegato da ciclisti impegnati in percorsi da 4 e 16 km. I soggetti hanno continuato ad alimentarsi normalmente, compreso il loro normale apporto di nitrati dal cibo. A metà di essi è stato fatto ingerire mezzo litro di succo di barbabietola (corrispondente a 6.2 mmol di nitrato) mentre all'altra metà è stato dato mezzo litro di succo di barbabietola senza nitrati (0.0047 mmol di nitrate). Entrambi i gruppi sono stati lasciati riposare per 2h 45' e poi sottoposti alla prova di 4 o 16 km. Il consumo di ossigeno misurato per i due gruppi è stato praticamente lo stesso ma la potenza sviluppata da coloro che avevano costumato il succo contenente nitrati stata superiore (292 watt contro 279 nella prova dei 4 km e 247 contro 243 nella prova di 16 km); inoltre il tempo impiegato da chi aveva bevuto il succo con i nitrati è stato di 11 secondi più veloce nella prova di 4 km e di 45 secondi più veloce nella prova di 16 km con un miglioramento percentuale significativo. Basandosi sul tempo occorrente ai ciclisti per completare la loro prova i risultati hanno suggerito che l'integrazione con nitrati per eventi che durano da 5 a 30 minuti migliorano le performance.

Esperimenti analoghi sono stati fatti anche su podisti invece che su ciclisti. Si è notato che in media in una corsa di 5 km la velocità viene incrementa di circa il 3% se si è ingerito il succo (ma questi studi hanno dimostrato che anche l'ingestione della barbabietola cotta porta allo stesso risultato), con un miglioramento della velocità sull'ultimo km pari al 5% circa. Il 3% può non sembrare molto, ma un podista che normalmente corre a 5'/km e che quindi impiegherebbe 25' a terminare la sua corsa se migliora del 3% vuol dire che avrà un miglioramento di 45', che non è poco.

La concentrazione di ione nitrito nel plasma raggiunge un picco circa 2-3 ore dopo l'ingestione del succo (Wylie LJ1, Kelly J, Bailey SJ,et al. Beetroot juice and exercise: pharmacodynamic and dose-response relationships, J Appl Physiol (1985). 2013 Aug 1; 115(3): 325-36).

Ma quale sapore ha il succo di barbabietola rossa? Beh, De gustibus non est disputando.
Quindi quali risultati porta l'assunzione di nitrati? Intanto, per esempio, una diminuzione della pressione sistolica da 5 a 10 mmHg. Inoltre è stato visto che la quantità di ossigeno richiesta per mantenere un certo livello di intensità durante lo svolgimento di un esercizio fisico impegnativo viene ridotta dopo aver bevuto del succo di barbabietola. In altre parole la richiesta di energia per correre allo stesso ritmo diminuisce. I migliori risultati si ottengono con una dose pari a circa mezzo litro di succo preso arca 2 ore e mezzo prima dell'esercizio. Si tratta di una quantità abbastanza elevata da ingerire che potrebbe essere non gradita, per questo esistono in commercio i succhi concentrati. Vengono venduti in shorts da 70 ml che corrispondono a circa 300 ml di succo vero e proprio. L'ingestione di 2 dosi di succo concentrato, 140 ml ovvero meno di un bicchiere, 'risolve' la situazione.

Con atleti elite la situazione sembra tuttavia non portare a grandi cambiamenti.

Uno studio condotto in doppio cieco somministrando il succo di barbabietola o un placebo indica che non ci sono cambiamenti significativi tra chi beve la bevanda ricca di nitrati e chi non la beve.
Un importante ed indiretto precursore del NO è l'aminoacido arginina che aumenta la quantità di nitriti e nitrati nel plasma e porta alla formazione di NO. Un alto aminoacido, la citrullina, viene convertito in arginine e porta ugualmente alla formazione di NO. Anche i polifenoli sembra che aumentino la produzione di NO.

Ma i nitrati non sono cancerogeni?
Numerosi studi suggeriscono che il consumo elevato di nitrati, per esempio provenienti dal consumo di saluti, è sospettato di indurre il cancro. Non è una questione semplice da discutere, soprattutto per non medici. In generale i nitrati provenienti da frutta e verdura sono considerati sicuri dal punto di vista della salute mentre quelli provenienti dalle carni conservate non lo sono. Il 70-80% dei nitrati che ingeriamo proviene da fonti vegetali e dall'acqua.
Nitrati e nitriti sono sostanze naturali e sono prodotti direttamente all'interno delle cellule. Come sostanze, lo abbiamo già visto, sono coinvolte in diverse reazioni all'interno del corpo.
Come tali non sono sostanze pericolose ma possono reagire con altri composti che si trovano negli alimenti o all'interno del corpo e da queste reazioni possono formarsi le sostanze cancerogene come le nitrosammine. Questa reazione avviene in presenza di proteine mentre è meno probabile in presenza di antiossidanti come la vitamina C. Dal momento che di norma i vegetali sono ricchi in sostanze antiossidanti questa potrebbe essere la ragione per la quale nonostante la presenza di nitrati una alimentazione ricca di frutta e verdura non è associata alla insorgenza del cancro. Da Podistica Rossini


 


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